. venerdì, 28 marzo 2008 . 12:24 .


Le mie riflessioni, in seguito alla lettura del libro "Il clochard" di Nicola Amato

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fotografia di acquamarina67
Il libro di Nicola mi è piaciuto e mi ha commossa nel suo realismo e nel modo diretto e senza fronzoli o sdolcinature in cui è stato narrato.
Giovanni è un uomo che giunge al successo e per la smania di arrivare sempre più in alto, fa un errore che gli costa tutto ciò che aveva. Non solo in termini di denaro, ma di affetti, di quelle comodità di cui tutti siamo tanto abituati da considerarle scontate, continuando a lamentarci per la nostra vita, che non ci piace mai abbastanza!
Egli è lo specchio di gran parte di noi, di tutti noi. Ma sarebbe stato banale raccontare semplicemente la disgrazia di un individuo che finisce da grande uomo d'affari a barbone.
Con questo libro, Nicola ha dato un'ulteriore possibilità di riscatto a Giovanni, un uomo che può essere chiunque si trovi nella condizione di vedere precipitare la sua vita per i più svariati motivi, e la consapevolezza, per chi legge il suo libro, che gli errori si possono commettere nella vita, che la vita ti si può rivoltare contro, ma che ognuno di noi, ha dentro una ricchezza spirituale, che con un po' di sensibilità, aiuta a comprenderne il vero valore. E' vero, siamo soliti chiudere gli occhi, o quanto meno voltarci dall'altra parte, di fronte alle situazioni di miseria della gente, e lo facciamo tutti noi, anche chi come me, fatica ad arrivare alla fine del mese!!!
Non diamo fiducia ad una persona che ha sbagliato, tendiamo a condannarla noi stessi e se la società condanna e il singolo individuo condanna, si lascia poca speranza alle persone di cambiare davvero.
Ma la cosa più tragica, è che a volte non ci preoccupiamo neanche di sapere se una persona ha sbagliato nella sua vita, o se è finito sulla strada per vicissitudini che non hanno nulla a che fare con azioni errate, ma solo per un triste destino.
Non vivo in una grande città, e qui ci si imbatte raramente in persone abbandonate a loro stesse, ma quando stavo a Torino, ed ancora adesso, quando mi capita di andarci, vedo davvero tante persone bisognose.
Il libro di Nicola mi ha commossa anche perché mi ha fatto rivivere le vicissitudini, in qualche modo, di una persona che mi è molto cara, che pur avendo dato tanto nella sua vita, in tutti i campi, magari qualche volta sbagliando anche, come succede a tutti, si è ritrovato, ad un certo punto con poco o nulla, ad dover affrontare i problemi di sopravvivenza della vita, fatti soprattutto di dolori dovuti alle perdite affettive.
Questa persona è per me come un padre, un secondo padre e forse nell'immagine di Giovanni e Giada mi ci sono ritrovata anche io, in quel rapporto affettivo che in fondo ho vissuto, in qualche modo.
Quella che Nicola ha  narrato, non è solo la storia di un uomo... Egli è riuscito a raccontare la vita, la vita che non sempre è benevola, non sempre procede per strade rettilinee, non sempre è ciò che ci aspettiamo.
La vita che procede per salti e cambi di rotta... e nella vita ha saputo mettere in luce i sentimenti e l'offuscamento degli stessi.
Quella di Giovanni, esperienza che potrebbe accadere ad ognuno di noi, sembra quasi un viaggio iniziatico alla ricerca di se stesso. Giovanni scopre il valore della vita, l'importanza effettiva delle cose, perché perde tutto ciò che possedeva, perché è costretto dalla sua condizione ad aprire gli occhi. La vita che ti si rivolta contro, che ti chiude tutte le porte è la stessa vita che a distanza di tempo, ti dona tanto e più di ciò che avevi prima...
Ed in realtà, se ci pensi bene, la vita cambia, è vero, ma noi, tutti noi, abbiamo un'importanza non da poco nelle direzioni che la nostra vita prende.
Persone come Giovanni, sono giunte a comprendere qual è il vero senso della vita, quali sono le cose che davvero contano... persone come Walter ed Alessandro, forse non lo capiranno mai e non potranno mai scoprire il valore di un'amicizia vera.
Ho sempre considerato la vita, nelle sue varie tappe, come un processo di morte e di rinascita... Quando si cade nel baratro buio e senza fondo, per risalire è necessario lasciare morire una parte di noi stessi, la peggiore (solitamente) per poter rinascere.
Non importa la condizione in cui ci troveremo dopo, quello che importa è il sentimento nuovo che ci spingerà a proseguire lungo la nostra vita trovando il giusto valore della stessa!!!
Se non siamo disposti ad abbandonare parte di noi, non potremo mai rinascere, perché la nostra vita si avviterà sempre sui soliti errori che compiremo ripetutamente ed infinitamente.
Lo so, chi ha perso tutto ha dentro di sé una capacità di vedere il mondo davvero speciale, perché il mondo lo vede davvero e lo vede in tutte le sue luci ed ombre, ne sente il vibrare dentro di sé e scopre che la vita stessa è già una cosa meravigliosa, la prima cosa di cui tenere conto.
Non ho mai rifiutato di parlare con nessuno, quando abitavo a Moncalieri e andavo tutti i giorni in università, ho scambiato spesso parole con persone che vivevano per la strada...
A volte anche con qualche persona con problemi non solo di povertà ma anche psichici... Mi sono accorta,  che anche i così detti matti hanno un mondo più ricco del nostro, e forse certe cose le vedono meglio di noi, anche se poi nella vita, nel loro vivere, le distorcono perché non sono in grado di affrontarle.
E' davvero bello questo libro, dà molti spunti di riflessione sulla vita, su noi stessi, su ciò che ci circonda. Aiuta ognuno di noi ad aprire gli occhi, ad affrontare un problema che è presente nella società e dal quale non possiamo sottrarci, perché il problema è di tutti, perché ognuno di noi è un "Giovanni".
Il dio denaro non ha mai portato nulla di buono, le cose che possediamo aiutano la nostra vita, ma non ci danno nulla e non ci vorrebbe molto a capirlo quando si guarda a tante persone ricche, a cui apparentemente non manca nulla, che si tolgono la vita.
I soldi sono come una droga, più ne hai più ne vorresti e non solo, come la droga attutiscono le nostre capacità di sentire, di provare sentimenti, di vedere.
Ma ciò di cui l'uomo ha davvero bisogno, ciò che lo aiuta davvero a vivere è l'amore, gli affetti, un sorriso...
Certo, anche poter mangiare è importante, il nostro corpo ha bisogno di cure per vivere, ma se si può vivere senza soldi, alla maniera di un clochard, non si può vivere senza affetti.
 
La mia non vuole essere una recensione, neppure un commento... è solo il fluire delle riflessioni e dei pensieri che sono nati dalla lettura delle pagine di questo bel libro che induce alla riflessione profonda su noi stessi, sul senso della vita e soprattutto sul rapporto con tutti coloro che hanno bisogno.
Questa mattina, sicuramente (anche se già tendo a farlo per carattere) uscirò di casa, assaporando e prestando molta più attenzione a ciò che mi circonda e ancora ringraziando la vita per essere stata, fin qui, così benevola con me!!!
 
Grazie, Nicola per questo tuo libro, fonte di sincera e profonda riflessione e di invito alla consapevolezza di un problema davvero importante che tocca ognuno di noi!


acquamarina67
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